Lenovo Moto G5: ecco le caratteristiche

Lenovo e Motorola sono pronti a lanciare sul mercato Android un nuovo top di gamma: il Moto G5. Confermato dal FCC (Federal Communication Commission), apparterrà alla serie G che nei precedenti anni ha riscontrato dei risultati ottimi. Il nuovo smartphone verrà presentato al prossimo Mobile World Congress a Barcellona che si terrà dal 27 Febbraio al 2 Marzo 2017. Il sito brasiliano Tecnoblog ha rivelato le caratteristiche di questo nuovo device, modello XT1672. La scheda tecnica del device avrà una lista hardware compatibile con un buon prezzo di vendita.

Lenovo Moto G5

Caratteristiche Moto G5:

Il Moto G5 avrà un display AMOLED  da 5″ con risoluzione full HD (1920×1080 pixel) e un processore Snapdragon 430 con 2Ghz e GPU Adreno 506 che consente l’ esecuzione rapida delle app. Inoltre sfrutterà Android 7 Nougat come sistema operativo, avrà 2GB di RAM, 32GB di memoria interna e una batteria da 2.800mAh (200 in meno rispetto alla versione Plus) con ricarica rapida. L’ambito fotografico sarà composto da una fotocamera anteriore da 13MP e una posteriore da 5MP. Avrà anche un chip NFC per il supporto Android Pay.

Per quanto riguarda le dimensioni: 144,3 x 72,8 x 8,9 mm mentre il peso di 150gr.

Confronto tra G5 e G5 Plus:

La versione Plus oltre al display più ampio, avrà il doppio della Ram, il sensore per le impronte, un processore SnapDragon 625 ed ovviamente entrambe le fotocamere migliori.

I vantaggi fondamentali rispetto alle altre concorrenze sono una leggera variazione dell’ interfaccia, avrà una scocca in metallo e non in plastica e meno app preinstallate. Il design sarà simile agli altri membri della serie G. Il prezzo aggira intorno ai 200 euro. Probabilmente verrà lanciato definitivamente a  metà Febbraio o Marzo.

Questo smartphone viene situato nella fascia media, le caratteristiche sono mediocri e il telefono potrebbe ottenere una concorrenza tra i suoi simili per il rapporto qualità/prezzo.

iOS 10.2.1 Nuovi bug con nuova versione

A solo cinque giorni dal rilascio di iOS 10.2.1 nuovi bug vengono subito scovati dagli utilizzatori di iPhone, iPad e iPod touch.

L’aggiornamento era previsto per la risoluzione di problemi di sicurezza e in particolare per lo scocciante problema del 30% di batteria sugli iPhone (al 30% il dispositivo si spegneva). Nonostante il primo problema sia stato risolto, il bug della batteria sembra non essere nemmeno stato guardato dagli sviluppatori Apple.

Analizziamo ora i diversi bug che un possessore di dispositivi Apple può trovare:

1 – “Rottura” del TouchID

Argomento riportato da molte persone sul web, sembra riguardare in particolare i possessori di iPhone 6 e 6 Plus. Tale bug, dopo l’aggiornamento, renderebbe inutilizzabile il riconoscimento delle impronte digitali come se il lettore fosse rotto. Neanche un ripristino del sistema risolverebbe il problema e l’unica soluzione a quanto pare è il downgrade ad iOS 10.2




2 – Cambiamento automatico della luminosità

Questa nuova funzione, o bug (non si è ancora capito se fatto in modo intenzionale), causerebbe un riadattamento della luminosità dello schermo sulla base di determinati valori della percentuale di batteria. Nel particolare:

  • Batteria al 74% -> 70% di luminosità
  • Batteria al 49% -> 50% di luminosità

Questo potrebbe essere un tentativo di Apple di aggirare il problema del 30% per tutti gli iPhone (tranne 7 che sembra esserne immune). Cercando reazioni sul web si capisce che le persone non sono assolutamente contente di questa novità quindi se si tratta di un bug deve essere risolto, se si tratta di una nuova funzione Apple dovrà fare marcia indietro. Al momento l’unico modo per aggirare il problema è impostare manualmente la luminosità dello schermo dopo che sia stata cambiata automaticamente dal device.

3 – Il Bluetooth

Anche il Bluetooth sembra presentare un grosso problema per chi lo usa quotidianamente: un massiccio consumo della batteria. Stando a diverse persone che hanno riportato i loro problemi sul web consumerebbe sia se accoppiato che non.

Reset delle impostazioni, disaccoppiamento e riaccoppiamento sembra non risolvano alcun problema; bisogna solo aspettare un nuovo aggiornamento.

4 – Altri bug minori

Riportati come minori perché segnalati da pochi utenti ma non per questo meno importanti.

iOS 10.2.1 sembra infatti consumare più batteria delle precedenti release, perdere qualità parlando di prestazioni audio e soprattutto una perdita di efficacia della connessione wifi.

Aggiornare o non aggiornare?

Apple prevede di rilasciare entro marzo iOS 10.3 che dovrebbe portare alla risoluzione di questi bug, almeno si spera. Dato l’importante aggiornamento di sicurezza è comunque consigliato aggiornare alla versione 10.2.1 e portare pazienza per un mese circa su questi problemi, in quanto la sicurezza è più importante di tutto.

ASUS Tinker Board concorrenza a Raspberry Pi

Dal lancio dell’ormai noto Raspberry Pi, molti produttori hanno creato le loro micro board con funzioni simili proponendo prestazioni e funzionalità diverse. E’ giunto ora il momento della nota casa produttrice di computer e smartphone ASUS con Asus Tinker Board (Arran Short ci propone il primo unboxing di questo dispositivo su YouTube).

Questa categoria di prodotti è pensata per tutti gli appassionati di informatica, sia a livello hardware che software, a cui piace sperimentare cose nuove, vedere realizzati i propri progetti che vanno dall’automazione a veri e propri server casalinghi di elaborazione dati, gestione dati, streaming (media center), gestione di altri dispositivi o basi per costruire progetti di elettronica; di esempi ce ne sono moltissimi, basta infatti una piccola ricerca su YouTube per venire a conoscenza di idee stravaganti e originali.




Il dispositivo di ASUS

Ciò che ci viene proposto con Asus Tinker Board non si distacca molto dai precedenti ma porta nell’ambito dei micro computer, se così possono essere chiamati, delle prestazioni nettamente superiori con un processore Cortex-A17 1.8GHz ARM quad-core e una memoria di sistema di 2GB  LPDDR3 (Rispetto a 1 GB di RAM sul Pi 3 , e una CPU 1.2GHz Cortex A53).

Per quanto riguarda la connettività nemmeno qui Asus scherza. La micro scheda è infatti provvista di Gigabit LAN, Wi-Fi 802.11n e Bluetooth 4.0. Tutto ciò in aggiunta, come nel Pi 3, a quattro porte USB 2.0 e una slot per la micro SD card.

Asus Tinker Board

La grafica

In Asus Tinker Board è inoltre prevista una porta HDMI 2.0 con la possibilità del supporto di video 4K, decisamente utile se vogliamo utilizzare questa scheda come media center per la visione di contenuti in streaming direttamente dalla rete. Basterà infatti installare una distro di Debian e installare Kodi (un media center disponibile per Windows, Mac, Linux e Android) per usufruire dei potenti Add-On che questa applicazione ci offre. Se invece necessitiamo di riprodurre solo audio, Asus Tinker Board è provvista di una porta audio 24-bit.

Asus Tinker Board: Prezzo – Il punto dolente

Mentre il Raspberry Pi viene venduto per circa 35$, Asus Tinker Board ci viene proposto ad un prezzo quasi doppio: circa 68$. A causa forse delle maggiori prestazioni messe a disposizione o della casa produttrice, il prezzo di questa scheda molto probabilmente non attirerà gli stessi utenti del Pi 3 che magari, non molto esperti, si accontentano di un prodotto a minor prezzo per i loro esperimenti.

Dove acquistarlo

Non ci sono ancora notizie ufficiali sulla vendita per l’Italia, nemmeno amazon presenta questo prodotto, essendo stato lanciato da poco ci vorrà del tempo prima che sia disponibile. I primi siti in cui comprarlo provengono dal Regno Unito che, dopo le prime vendite, disporrà nuovamente del prodotto a partire dal 30 Gennaio (vedi qui).

Nuovo Crash iPhone con il simbolo della pace

Nuovo Crash iPhone, l’invio di un semplice messaggio di testo con emoji manderebbe totalmente in blocco il dispositivo di chi riceve questo messaggio rendendolo inutilizzabile per un certo periodo (variabile a seconda del dispositivo, normalmente intorno ai 5 minuti).

La scoperta del Crash iPhone:

La rivelazione arriva da un video pubblicato da EverythingApplePro su YouTube, e al momento sembra riguardi le ultime build di iOS, compresa l’attuale versione stabile del sistema, ovvero iOS 10.2.
La combinazione di caratteri è molto semplice e consiste nel seguente messaggio: una bandiera bianca (tra le emoji), uno 0 e un arcobaleno (sempre tra le emoji). Questa combinazione (che normalmente non prevede lo 0) servirebbe alla creazione di una emoji non ufficiale ovvero la bandiera arcobaleno, conosciuta internazionalmente come il simbolo della pace.

Crash iPhone

Il perché:

Normalmente, la creazione della bandiera arcobaleno è possibile digitando in sequenza la bandiera bianca e l’arcobaleno (il cui risultato è un carattere nascosto conosciuto come VS16); l’aggiunta dello 0 tra le due causerebbe un problema di rendering da parte del dispositivo e quindi un crash dello stesso, rendendo inutilizzabile sia il TouchScreen sia i tasti fisici, il dispositivo risulta quindi come “congelato“. Fortunatamente questo effetto è momentaneo, basta infatti attendere il blocco dello schermo (introno ai 5 minuti) oppure il riavvio del dispositivo per tornarlo ad utilizzare normalmente.




La pericolosità:

Nonostante questo messaggio non sia pericoloso per il dispositivo nel senso che non causa nessun danno permanente ad hardware o software, la “pericolosità” sta nel fatto che non serve ne visualizzare la notifica ne aprire l’app messaggi, nel momento della ricezione del messaggio il telefono si congela immediatamente. Fortunatamente questo avviene soltanto con messaggi iMessage, ovvero tra iPhone e iPhone, l’app personale di Apple per l’invio sia di SMS sia di instant message.

Come difendersi:

La soluzione migliore al Crash iPhone è evitare di usare quella specifica combinazione di caratteri all’interno dei messaggi da inviare per non bloccare i telefoni altrui, ma anche avvisare i propri amici di non usare queste emoji per evitare che il proprio dispositivo venga bloccato.
Si ricorda che mantenere il proprio dispositivo aggiornato è la soluzione migliore per risolvere qualunque problema di cui Apple è a conoscenza e, se non siete utenti esperti, evitate di entrare a far parte del programma beta tester che presenta sempre insidie per tutti gli utenti, sia esperti che non.

Film e serie Tv, ecco la classifica dei più piratati del 2016

Gennaio è tradizionalmente mese di consuntivi e classifiche sull’anno appena trascorso, e alle tradizionali retrospettive sugli incassi generati dai film si aggiunge quest’anno una graduatoria molto più curiosa, quella delle pellicole e delle serie tv più piratate e condivise illegalmente online.

È da anni ormai che il mondo delle mayor lotta contro la pirateria, che spesso riesce ad andare di pari passo con (o addirittura anticipare) l’uscita di grandi produzioni cinematografiche; il fenomeno si è poi diffuso anche alle serie tv, dove i “leak” e le puntate trasmesse prima dell’effettiva messa in onda sono diventate comuni e frequenti. Ma non c’è solo lo streaming illegale a creare problemi, perché anche il torrent e la condivisione illecita di file continuano a svolgere un ruolo importante in questo ambito.

Pirati all’opera

cyberpirate

 E proprio su quest’ultimo fronte arriva una delle classifiche più curiose tra quelle lette in queste settimane di “retrospettiva”, dedicata proprio a elencare e premiare i film e le serie tv più “piratati” nel corso del 2016, o per meglio dire quelli che hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni peer to peer (di materiale protetto da copyright, ricordiamo!) attraverso uno dei canali più famosi e utilizzati, TorrentFreak.

Vince Deadpool

deadpool

E quindi, il film che ha interessato maggiormente le attività dei “pirati” è stato Deadpool, con Ryan Reynolds, che si guadagna quindi la palma di kolossal più scaricato illegalmente, anche perché “copie piratate del film del supereroe americano sono apparse a inizio febbraio, innescando milioni di download nei mesi a seguire”, come si legge sul portale. Il successo di Deadpool è confermato anche dagli incassi “ufficiali” della pellicola, che ha conquistato a livello mondiale 782.612.155 dollari, quasi equamente distribuiti tra ricavi in Nord America e resto del Mondo.

La classifica dei film condivisi

captain-america-civil-war-post-credits-scene-pic Tra gli altri film piratati si nota l’influenza delle avventure dei supereroi, sia in casa Marvel che tra i rivali della DC: al secondo posto, infatti, troviamo “Batman Vs Superman: Down of Justice”, mentre il podio è completato da “Capitan America: Civil War”. La top ten dello streaming illegale comprende poi “Star Wars Episodio VII: Il risveglio della Forza”, un altro lavoro dedicato ai comic come “X-Men: Apocalisse”, e poi ancora “Warcraft”, “Indipendence Day: Rigenerazione”, “Suicide Squad” e, ultimo, “Alla ricerca di Dory”, che tra quelli segnalati è il film uscito per ultimo (a metà giugno in America e a settembre in Italia).

Tante rinunce

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Insomma, sembra che gli utenti siano disposti a rinunciare a spettacolarità ed effetti speciali, tipici delle opere “piratate”, pur di godere di una visione casalinga. Eppure, esistono a livello globale anche siti che consentono la visione di contenuti in modo legale, rappresentati in Italia dal portale PopCornTv.it, che mettono insieme “film – streaming – tv” per offrire appunto pellicole e serie tv gratis e a norma di copyright.

Le serie tv più amate

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 Passando invece a parlare delle serie TV più piratate nel corso del 2016, a trionfare sul web è “Game of Thrones”, ovvero “Il trono di Spade” che deriva dalla saga letteraria di George RR Martin (il cui nuovo romanzo è atteso proprio per quest’anno e sarà intitolato “Winds of Winter”): questa opera, entrata già nel Guinness dei primati come “la serie televisiva trasmessa simultaneamente nel maggior numero di Paesi” (ben 173 in tutto il mondo), ha aggiunto un altro record, quello dei download di una singola puntata nell’arco di sole 24 ore (oltre 3,5 milioni di volte).

I pirati in tv

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 Al secondo posto c’è un altro kolossal delle produzioni tv come “The Walking Dead“, mentre sul terzo gradino del podio si piazza “Westworld“. Anche tra le serie tv, poi, si sente l’impatto dei supereroi, visto che al quarto e quinto posto troviamo The Flash e Arrow, dedicate ai personaggi della DC Comics, mentre poi la top ten è completata da The Big Bang Theory, Vikings, Lucifer, Suits e The Grand Tour.

Da Western Digital l’hard disk da record

Nuovo record nel campo degli hard disk: superando i dischi rigidi da 10 terabyte di Seagate e Hgst, la Western Digital ha annunciato la produzione di un sistema di memoria dalla capienza di 12 e 14 TB, in vendita già dalle prossime settimane.

Addio problemi di memoria (almeno digitale), e soprattutto di archiviazione di dati: la Western Digital sta infatti per lanciare sul mercato due nuovi dischi rigidi in grado di alzare l’asticella della capienza a una quota mai raggiunta prima. Se, infatti, fino a ora il record era detenuto dai 10 Terabyte del prodotto IronWolf di Seagate e dell’Ultrastar di HGST (che peraltro è un’azienda di proprietà della stessa Western Digital), ora gli Ultrastar americani regalano maggior spazi per ogni necessità di lavoro, business o piacere.

Nuovi record all’orizzonte

Ultrastar-He12

Ultrastar-He12

Il primo hard disk da record è già in vetrina sul sito ufficiale della ex Hitachi Global Storage Technologies, che come detto è una controllata della WD: la sua capienza è stata aumentata fino a 12 TB. Ancora maggiore quella del secondo prodotto targato Western Digital, che raggiunge i 14 TB, anche se è ancora in fase di test e dovrebbe essere ufficialmente in vendita verso la metà dell’anno in corso.

La leggerezza dell’elio

HelioSeal

 I due nuovi dischi rigidi Ultrastar utilizzano la tecnologia HelioSeal: significa che sono riempiti di elio, un gas che ha una densità pari a un settimo di quella dell’aria e che, proprio per questo, consente di ridurre l’attrito tra i componenti meccanici. Di conseguenza, i tecnici americani sono riusciti ad avvicinare ulteriormente tra loro gli otto piatti magnetici presenti in questi innovativi hard disk.

Come funzionano gli hard disk

 Al momento non sono ancora stati resi noti i prezzi di questi due nuovi accessori, pensati principalmente per i data center, ma gli esperti ipotizzano un costo che possa oscillare tra i 600 e gli 800 dollari. Leggendo ancora i dati tecnici, i dischi rigidi di Western Digital sono in grado di memorizzare fino a 1000 gigabyte di dati per pollice quadrato e hanno una velocità di trasferimento dati che può raggiungere un massimo di 12 giga al secondo.

Addio problemi di spazio

hd-danneggiatoEppure, a differenza del passato, questi hard disk non sono i dispositivi più capienti in commercio: come ricordano gli esperti di recoveryfile.it, il portale italiano specializzato nella soluzione dei problemi legati alla perdita di dati digitali, lo scorso anno è stato caratterizzato dallo sviluppo dei sistemi SSD, e soltanto nelle settimane scorse la Seagate ha  annunciato una unità a stato solido capace di raggiungere addirittura i 60 terabyte di capienza (a un costo che, bisogna sottolinearlo, è altrettanto alto e arriva anche a 20 mila dollari).

Le nuove macchine

nand-flash

Il nuovo trend del mercato sembra essere proprio quest’ultimo, come certifica la corsa alla produzione del miglior ssd da parte delle principali aziende del settore. E proprio per concentrarsi sulla produzione di questi dispositivi innovativi, la Seagate ha deciso di chiudere il grande impianto di Suzhou, in Cina, destinato alla produzione di hard disk,riducendo fortemente la propria capacità produttiva. Questa decisione testimonia un passaggio chiave verso la produzione di macchine per archiviazione SSD, con la memoria NAND Flash.

Seagate si ridimensiona

Come dichiarato in una nota stampa da parte dell’azienda, Seagate prosegue nel processo di “continua ottimizzazione delle efficienze operative”, che “riflette il nostro costante impegno per ridurre la produzione globale e meglio allineare la nostra attività alle tendenze di mercato attuali e future”. Secondo le prime voci, il brand cinese avrebbe intenzione di passare dai circa 60 milioni di dischi prodotti al trimestre a circa 35 milioni, anche per il continuo calo di dischi rigidi venduti, a fronte dei metodi di archiviazione più moderni, efficienti e capaci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cala il sipario sul Ces 2017, ecco le notizie più interessanti

Edizione da record per la fiera di elettronica più importante del mondo, che ha inaugurato il 2017 dell’alta tecnologia. E se il tema dominante del Ces 2017 di Las Vegas è stata la connettività, numerose sono state anche le altre innovazioni presentate, che promettono di rivoluzionare la nostra esperienza e, forse, anche le nostre vite.

Lasciamo parlare i numeri: quasi 4 mila espositori, 600 startup, oltre 175 mila professionisti del settore, 55 mila dei quali provenienti da Paesi diversi dagli USA. Non meno importante la copertura mediatica, se pensiamo che solo su Twitter sono state contate 1,4 milioni di menzioni con l’hashtag #CES2017.

Il futuro a Las Vegas

Ces2017

Ces2017

Parliamo proprio della grande fiera “Consumer Electronics Show”, una delle più importanti al mondo tra quelle dedicate all’elettronica di consumo, che quest’anno ha festeggiato i cinquanta anni dalla prima edizione, datata appunto 1957. E nei giorni della kermesse, come di consueto, a Las Vegas è stato possibile vedere (e in alcuni casi toccare con mano) le principali novità che sono destinate a lasciare un segno anche nella nostra routine quotidiana: parliamo di auto a guida autonoma, dispositivi IoT per la smart home, ma anche gadget e oggetti curiosi come la sciarpa contro l’inquinamento o i jeans che segnalano la strada.

Sempre più connessi

5g

5g

 La parola chiave del futuro, sarà banale dirlo, è connettività: negli ultimi anni, questo termine (con le sue estensioni) sembrava destinato principalmente alle imprese orientate al web, che trovavano in partner come www.flamenetworks.com il punto di riferimento per consolidare la propria attività. Adesso l’asticella viene elevata ancora di più, a cominciare dal debutto della tecnologia 5G, sulla quale sono riposte moltissime aspettative, e arrivando fino alle attese applicazioni delle connected car, delle soluzioni per il mondo sanitario, delle proposte per smart city o per l’IoT.

Arriva Alexa

Alexa

 Tra le novità presentate al Ces di Las Vegas ha brillato in modo particolare la tecnologia a comandi vocali: su tutti i prodotti, ovviamente, ha dominato Alexa, l’intelligenza artificiale messa a punto da Amazon che è destinata a diventare una sorta di assistente full time per ogni nostra attività. Il suo punto di forza (e caratteristica che la differenzia dagli assistenti tipo Siri o Cortana) sta nel non essere un prodotto esclusivo di un brand, quanto piuttosto una piattaforma aperta utilizzabile da qualsiasi azienda che voglia aggiungere funzionalità vocali ai propri dispositivi, e difatti già ci sono applicazioni per frigoriferi, finestre o addirittura auto, come la Volkswagen.

L’irruzione della virtualità

portal

Oltre ad Alexa, a Las Vegas hanno spopolato i dispositivi domestici di qualsiasi tipo che possono essere gestibili grazie alla voce: DVD player, sistemi stero, frigoriferi, aspirapolvere, ormai la strada sembra segnata. Come detto, anche le auto non fanno eccezione, anche se qui la tecnologia prende anche un’altra forma, quella della guida virtuale, con le grandi aziende automobilistiche che hanno presentato il loro modello o il loro prototipo.

Tra robot e wearable

robot-ces-2016

Continuando in questa panoramica sulle novità presentate al Ces 2017, vanno sicuramente segnalate altre tendenze, come il lancio (ormai imminente) di veri e propri robot per il mercato consumer, che realizzeranno i sogni degli appassionati di fantascienza, o l’ulteriore evoluzione delle tecnologie indossabili, soprattutto nel campo del monitoraggio della propria salute e del proprio benessere.

Tech e pratico

 Altro ambito che coniuga “curiosità” e utilità è quello della sicurezza stradale, in particolare per chi viaggia su due ruote: a Las Vegas, infatti, sono stati mostrati dei modelli di dispositivi da applicare al casco che, come uno stop, avvertono delle frenate, da usare magari in abbinato al gilet sottogiacca con airbag per motociclisti, testato già dai piloti professionisti e presto a disposizione di tutti i biker.