Android Experiments decreta i vincitori

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La scienza non ha limiti, soprattutto se è nelle mani di chi la sa governare. Molte persone si stanno interessando sempre di più a quest’ambito e Google cerca di trarne beneficio. Con il concorso Android Experiments, il colosso informatico di Mountain View ha lasciato libera fantasia alle persone che hanno aderito al suo progetto.

Android Experiments ti fa volare in California

Il concorso indetto da Google ha fatto gola a molti sviluppatori per i premi offerti. Infatti i primi tre vincitori sono stati premiati con un viaggio in California per vedere il Google I/O 2016. Inoltre vi era una ricompensa di 5000$ ed un Nexus 6P.

I vincitori dell’Android Experiments

android experiments winner

L’evento si terrà fra pochi giorni e i vincitori mostreranno il loro progetto durante i giorni seguenti. I tre fortunati vincitori sono stati segnalati sul sito ufficiale della gara ed abbiamo:

Prima posizione:

Link e video: Vincitore e primo classificato

  • In prima posizione un veicolo di movimento autonomo ideato da Al Bencomo (in San Jose, CA, USA). Quest’auto ha la possibilità di seguire i movimenti di un oggetto presentatogli davanti. Ovviamente il fine dell’applicazione è quello di simulatore un simulatore di ostacoli

Seconda posizione:

Link e video: Vincitore e secondo classificato

  • Come medaglia d’argento abbiamo una piccola applicazione sviluppata da Mike Roelens (in Toronto, Canada). Il funzionamento è alquanto simpatico. Il gioco si basa sul normale funzionamento delle notifiche. Un indizio: “Attenti alla bomba!”

Terza posizione:

Link e video: Vincitore e terzo classificato

  • Un bronzo ed un classico. Ormai ne abbiamo visto di tutti i colori della sviluppo applicato alla modellistica 3D. Hatem e Yury (in Nesher, Israel) hanno ricreato la possibilità di controllare il proprio smartphone all’interno dello spazio.

Attenzione: all’interno dei link troverete non solo il video e la descrizione del progetto, ma anche il codice sorgente. Un ottima occasione per imparare.

Fonte | Google

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