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Arriva Marshmallow su One Plus One: fine test!

Ecco buone notizie per i possessori della vecchia edizione del telefono cinese amato ed odiato. Finalmente arriva Marshmallow su One Plus One. È stata infatti rilasciata, in accordo con Cyanogen, la nuova versione ZNH0EAS26M di CyanogenOS 13.

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Un privilegio per pochi, ora disponibile per tutti

Arriva Marshmallow su One Plus One

La versione di Marshmallow, da fase di beta test arriva in veste ufficiale sui terminali Google più performanti all’epoca: Nexus 5, 7 (versione 2013), 9, 6P, 5X e Nexus Player.

Viste le nuove e sorprendenti novità introdotte da Google, molti produttori si sono fatti trascinare dall’euforia, aggiornando molti dei loro prodotti. Un grande passo in avanti per i maggiori brand di telefonia, se non fosse per i problemi successivi che hanno causato sui loro device. Molti di questi, dopo un piccolo aggiornamento software, sono stati abbandonArriva Marshmallow su One Plus Oneati al loro destino, ricevendo solamente problemi.

Fra le principali novità annunciate sui terminali in possesso della versione 6.0 è stata l’introduzione di Doze, un’utile strumento di Google che permetteva di incrementare l’autonomia del device di oltre il 30%.

Cyanogen: arriva Marshmallow su One Plus One grazie ad un accordo

Dopo una lunga e giusta fase di beta testing, One Plus con un’ulteriore consenso del team di Cyanogen, annunciano la novità: arriva Marshmallow su One Plus One!

Il roll out è già iniziato e vedremo quindi se ne varrà la pena di aggiornare. Per chi non volesse aspettare l’aggiornamento OTA, ecco un’utile link per accelerare il processo:

Cyanogen 13: Download Android M One Plus One

Certamente ci saranno tutte le novità classiche della versione 6.0 di Google tra cui: un nuovo gestore di autorizzazioni, il già citato Doze, Now on Tap ecc. Ma voi cosa vi aspettate di trovare in questa nuova versione proposta dalla soluzione di Cyanogen e OnePlus?

Non vedenti su Facebook: “raccontare” foto sui social

Dopo Twitter, anche Facebook decide di dedicare molto
più spazio per i ciechi all’interno del social tutto blu. Infatti, grazie a team di sviluppo finanziati, si può finalmente apprezzare il lavoro di dieci mesi. Grazie a questa funzionalità i non vedenti su Facebook potranno ascoltare le foto degli altri.

Come ti trasformo la foto in testo: ecco come generare le didascalie per i non vedenti su facebook

non vedenti su facebook videoNegli ultimi anni, per quanto riguarda il campo dell’accessibilità all’interno degli smartphone, ha fatto passi davvero da gigante.

Gli apparati tecnologici non vogliono proprio discriminare nessuno, infatti, per quanto riguarda questo campo, si stanno raggiungendo degli ottimi risultati. Con il tempo si riuscirà a far condurre alle persone con determinati problemi fisici, una vita del tutto senza barriere.

Il video, disponibile a questo indirizzo, ènon vedenti su facebook progetto un progetto che è capace di far sognare molte delle persone non vedenti che utilizzano quotidianamente uno smartphone.

Ecco un piccolo sunto dell’idea e della realizzazione:

Matt King, dopo venti anni di lavoro in questo campo, ha deciso di sviluppare una tecnologia che fosse in grado di riconoscere gli oggetti e descrivere le persone presenti all’interno di una foto. Oggi grazie a “Automatic Alternative Text” (oppure automatic alt text), è stato possibile raggiungere questo obiettivo. Fino al giorno prima le persone su Facebook potevano solamente sentire il nome di chi aveva postato una determinata immagine. Grazie ad un lettore capace di leggere lo schermo su iOS, possiamo sentire effettivamente cosa ne è contenuta in essa. Si spera che questa innovazione possa aiutare le persone non vedenti su Facebook.

Come abilitare il lettore dello schermo su iOS

Ci sono due metodi per attivare la suddetta funzione.

  1. Basta chiedere alla nostra cara amica digitale Siri attraverso il comando vocale “Attiva VoiceOver”.
  2. Andare all’interno delle Impostazioni -> Generali -> Accessibilità -> Voice Over

 

Remote Play: Da oggi PS4 sul PC

Con il suo nuovo aggiornamento(esattamente la versione 3.50),Playstation ha svelato nuove funzioni. Tra di queste compare quella di poter utilizzare la propria console in remoto usando comodamente il PC (Windows o Mac). Vediamo nel dettaglio il programma da utilizzare per poter collegare la propria PS4 sul PC.




Come impostare Remote Play

Remote Play è appunto l’applicazione che servirà per poter impostare la propria PS4 sul PC. riproduzione-remota-ps4-app-ufficialeQuest’ app comunque ha ancora dei difetti non trascurabili: sicuramente non è molto comodo giocare in remoto poichè serve una connessione abbastanza performante per avere il massimo. La seconda limitazione è che non supporta ancora il Full HD(1080p). La risoluzione massima con cui è possibile giocare è 720p.

Andiamo  a vedere come è possibile fare tutto ciò usando questo semplicissimo programma:

  • Prima di tutto controlliamo se sulla nostra console è attiva la riproduzione in remoto.
    • Andate su Impostazioni > Impostazione della connessione della riproduzione remota ed attivare la riproduzione remota.
    • Accertatevi di aver messo la vostra PlayStation 4 come sistema primario andando nel menu Gestione account.
    • Infine potete anche utilizzare la riproduzione in remoto anche quando la PS4 è in modalità riposo. Andate su Impostazioni > Impostazione di risparmio energetico > Imposta le funzioni disponibili durante la modalità di riposo e spuntate Rimani connesso ad Internet e Abilità accensione Playstation 4 dalla rete.
  • Collegatevi al sito e scaricate l’ applicazione per il vostro sistema operativo.
  • Connettete il vostro joystick Dualshock usando la porta USB del computer.
  • Avviate il programma Remote Play. Se è la prima volta che aprite il programma, dovrete usare i vostri dati di login della Playstation.PS4 sul PC
  • A questo punto dovrete aggiungere la console in modo da poterla utilizzare in remoto quando voi vogliate.
    • Dalla Playstation 4 andate nel menu Impostazioni > Impostazioni Remote Play > Aggiungi dispositivo.
    • Segnatevi il codice e inseritelo nel programma sul computer.registrazione-ps4

Il programma sarà impostato correttamente se avete seguito ogni passaggio e quindi sarà possibile iniziare fin da subito la vostra esperienza in remoto! Vi ricordo che se non avete impostato la Playstation 4 come sistema primario, dovrete impostarlo manualmente tramite computer.

Sia per Windows che per Mac l’impostazione di Remote Play è uguale, quindi potete utilizzare la guida per tutte e due i sistemi operativi.

PS4 sul PC: commenti a riguardo

Bisogna tutt’ora dire che Playstation ha seguito le orme della Xbox One in quanto può permettere anch’essa ai suoi utenti la riproduzione remote della console sul computer. Il remoto non è solamente disponibile per sistemi operativi Windows o Mac, ma anche per iOS e Android utilizzando un apposito adattatore. Per qualsiasi problema inerente alla configurazione non esitate a scrivere un commento qui sotto o sul forum.

 

Microsoft: Bot Framework e tante altre novità

Dopo le varie presentazione dei maggiori famosi brand, tocca ora ad una nostra cara azienda, ovvero Microsoft. Nel Build 2016, l’evento tenutosi presso “The Moscone Center” in San Francisco dal 30 Marzo fino al primo Aprile, sono state annunciate alcune interessanti novità per quanto riguarda Windows 10 e i Bot Framework.

Bot Framework: crea ed interagisci con la tua assistente virtuale

La novità, forse più interessante, è la possibilità di sviluppare ed interagire con differenti intelligenze artificiali.

bot framework build 2016Questi bot permettono di discutere su argomenti specifici o, se programmati, aiutarci dandoci risposte su determinati argomenti. Lo strumento, reso disponibile da Microsoft, si chiama Bot Builder ed è disponibile una sua guida al seguente indirizzo.

 

WindowsPhone cerca di attirare gli sviluppatori, Xamarin diventa gratuito

xamarin build 2016Buone notizie per chi sviluppa sulla piattaforma di Windows, ovvero Visual Studio. Qualunque versione dell’IDE abbiate state tranquilli, il componente è stato reso gratuito. La scelta al quanto sensata e trapelata durante l’evento ha dato molte speranze all’abbandonato sistema operativo mobile della casa di Microsoft.

Azure, la piattaforma cloud per l’Internet Obuild 2016 azuref Things

Lo strumento in questione proposto permette di creare applicazioni su Windows e Linux utilizzando qualunque linguaggio. Numerosi sono le possibilità offerte:

  • Azure Server Fabric, per progettare app con il servizio cloud
  • Azure IoT Starter Kits
  • Power BI Embedded, per report e grafici

Windows 10 e mobile, il build 2016 ha mostrato le nuove potenzialità

build2016 linuxTante promesse per questa estate. Cosa ha in serbo per noi il nostro caro e vecchio OS? Durante l’evento Microsoft, ha annunciato nuove novità con l’aggiornamento “RedStone” (annunciato sia su smartphone che personal computer):

  • Una user-experience del tutto nuova e autentica
  • Un action center, dove si avranno all’interno di esso tutte le notifiche in arrivo
  • Una partnership con Canonical, la quale ha permesso a windows 10 di dotarsi di una bash di linux
  • Cortana in una nuova veste, grazie ai nuovi bot framework e allo sviluppo di intelligenze artificiali, assisteremo a grande novità

Microsoft, una tartaruga che ha abbandonato la sua casa

Un’immagine un po’ strana quella che ho proposto nell’intestazione, ma grazie al Build 2016 si possono denotare molti aspetti positivi a riguardo.

Dal suo piccolo mondo chiuso e dispensioso, Microsoft sta cercando di rendere le sue piattaforme disponibili ad un’ampia gamma di sviluppatori. Il vecchio magnate che conoscevamo avrà deciso di intraprendere una strada basata sull’open?

Non possiamo dirlo con certezza, ma dopo molti fallimenti legati alla piattaforma mobile, la casa di Redmond, con molta lentezza, ha deciso di intraprendere una nuova via.

Vuoi saperne di più? Guarda l’evento sul sito ufficiale!

Android N Developer Preview per dispositivi non Nexus?

Cosa sta succedendo? Uno strano avvenimento che piacerà a molti di voi. Dopo il rollout del nuovo sistema operativo di Google, ovvero Marshmallow, ecco che la casa di Mountain View potrebbe rilasciare Android N Developer Preview per dispositivi non Nexus.

Google e Nexus: il vantaggio dei prodotti di BigG

android n developer previewCome molti sanno acquistare un dispositivo prodotto dalla casa del robottino verde può portare innumerevoli vantaggi. Tra uno di questi, oltre ad avere un Android Stock pulito e performante, è quello di disporre di tutti gli aggiornamenti in esclusiva sui propri device in prova per chi dispone un minimo di conoscenze base.

Un’ulteriore vantaggio di massimo rilevanza sono le patch di sicurezza mensili rilasciate dal team di Google. Infatti, come succede ancora al mio Nexus 5, mensilmente mi viene notificata un aggiornamento di pochi megabyte a causa del pandemonio dovuto alla promulgazione di nuovi virus e attacchi sulle piattaforme mobili (Vedi StageFright o Metaphor).

Come succede già da anni addietro a partire con Lollipop, avendo comprato un dispositivo Nexus significava avere in anteprima alcune novità che difficilmente molti OEM hanno cercato di implementare su vari dispositivi. Solo ora molti produttori, tra cui Samsung, Lg oppure Sony hanno cercato di portare Android M all’interno dei loro top di gamma.

Android N Developer Preview: il sorgente della preview mostra alcuni indiziandroid n developer preview code

Alcuni utenti su Reddit hanno svelato sul loro forum alcune schermate contenenti codice HTML, che è commentato sulla pagina della Preview.

Android N Developer Preview estenderà il suo pubblico? O è solo un tranello escogitato da Google? Possiamo solo dirvi che il primo aprile è passato e Google non ha più voglia di tirare scherzi.

Per il momento possiamo solo tirare delle ipotesi, su quelle che possono essere le intenzioni delle case produttrici di smartphone e Google per il rilascio.

Sistema di crittografia per Whatsapp in questi giorni

Sistema di crittografia per Whatsapp

In questi giorni, alla maggior parte di persone, in ogni chat, è uscito un rettangolino giallo che sta ad indicare il nuovo sistema di crittografia per WhatsApp. Questo aggiornamento fatto dagli sviluppatori è via server, quindi se non l’avete già ricevuto bisogna aggiornare all’ultima versione l’applicazione e aspettate l’abilitazione al sistema di crittografia per WhatsApp. Cos’è questo nuovo sistema di crittografia per Whatsapp e come funziona? Il sistema di crittografia utilizzato dall’applicazione è denominato: end-to-end, ed è una delle più avanzate tipologie di crittografia utilizzate, infatti con questo sistema nè WhatsApp nè persone terze potranno leggere una determinata conversazione.

criptografia per Whatsapp

Mossa giusta da parte di WhatsApp?

Con questa mossa, la più importante piattaforma di messaggistica istantanea, è entrato in conflitto ancora una volta con la sua nemesi: Telegram, che aveva già implementato questa funzione insieme ad altre, come le chat segrete, da un bel po di tempo. Anche se WhatsApp è l’applicazione di messaggistica più usata di sempre, non bisogna rimanere fermi ma bisogna aggiornarsi infatti, ultimamente, ha aggiunto svariante funzioni come: il backup con Drive, nuovi emoji, ridisegnato il menù impostazioni, permesso di inviare documenti come pdf, aggiornato la grafica dell’applicazione stessa e della fotocamera la material design. Molte di queste cose erano già presente su Telegram e quindi la “guerra”: WhatsApp vs Telegram continua a persistere fortemente.

Whatsapp-vs-telegram

Cosa viene criptato?

Per legge, WhatsApp non può criptare tutte le informazioni, infatti salva sui propri server l’orario, la data, il numero del mittente che ha inviato il messaggio e quello del destinatario che lo ha ricevuto. Questo succede per qualsiasi tipologia di messaggio è stata mandato: testo, nota vocale, file multimediale, documento o posizione. Le informazioni salvate sui loro server sono accessibili solo in caso il governo ne avesse bisogno, anche se solo il mittente e destinatario potranno leggere e vedere cosa è stato inviato.

criptografia per Whatsapp

Crittografia E2E (end-to-end), questo sconosciuto

Cos’è e come funziona?

La crittografia E2E (end-to-end) coinvolge due nodi all’interno della rete. Tutte le funzioni e le operazioni che vengono effettuate da questi, da parte di applicazioni, (come può essere un esempio whatsapp o telegram) non avverranno MAI su nodi intermedi, ma solo su quelli terminali. Inoltre le chiavi utilizzate per cifrare e decifrare il messaggio saranno in possesso solamente dei due nodi comunicanti.

Il funzionamento è relativamente semplice:

  • crittografia end-to-endL’utente A genera la chiave privata e pubblica, condividendo all’utente B quest’ultima
  • A invia il messaggio usando la chiave pubblica di B
  • B usa la sua chiave privata per decriptare il messaggio

Quali sono i vantaggi di questo sistema?

  • Le chiavi risiedono rispettivamente nei dispositivi dei loro proprietari
  • Non si può decriptare il messaggio con la sola chiave pubblica
  • L’applicazione non è al corrente dei dati scambiati dagli utenti

Quali sono gli svantaggi di questo sistema?

  • Utilizzabile soltanto per applicazioni di tipo non distribuite (quindi la comunicazione avviene solamente fra due nodi)
  • Se l’hacker entra all’interno del dispositivo, può risalire alle chiavi

I servizi di messaggistica istantanea più noti ad utilizzare questo servizio sono: Whatsapp e Telegram.

Whatsapp blocca le vecchie versioni che non implementano la crittografia end-to-end

crittografia e2e whatsappMolti pensano che avere tra le mani un dispositivo creato da colossi informatici, possa essere soggetto all’acquisizione esterna dei nostri messaggi. La risposta non è del tutto falsa, anche perchè Google ha dimostrato di poter entrare in remoto all’interno dei nostri device.

Molte aziende, tra cui anche Whatsapp, ha implementato questa crittografia E2E all’interno dei suoi sistemi. Questa permette ai server del nuovo acquisto di Zuckerberg, di avere la capacità di poter consultare le informazioni scambiate fra gli utenti.

Per promuovere questo tipo di sicurezza, Whatsapp ha dichiarato obsolete tutte le versione inferiori alla 2.12.548, promulgando il download della nuova versione.

Il caso ha suscitato molta polemiche a causa della tragedia di S. Bernardino, siccome l’FBI non è riuscita a risalire ai codici di accesso dello smartphone. Il software di messaggistica potrebbe incappare in problemi simili in futuro, in quanto questo tipo di sicurezza adottata non permette di risalire ai messaggi scambiati fra gli utenti.

UK: Stop crittografia E2E!

crittografia e2e leggeDavid Cameron promuove, attraverso una proposta di governo, il bando dei servizi che implementano questo tipo di sicurezza.

Tempi amari per la sicurezza degli utenti. Le numerosi stragi di cui ogni giorno siamo succubi, hanno allertato lo stato inglese. Il governo inglese è intenzionato a far chiudere il servizio per chi non rispetti questa legge, dato che questo tipo di sicurezza non permette alle forze dell’ordine di leggere i nostri messaggi.

E tu da quale lato stai? Preferisci avere in primo piano la sicurezza individuale, oppure permettere al governo di tutelarci leggendo le nostre conversazioni?

Driverless car? No problem Google!

Ebbene si, Google ne ha combinata un’altra delle sue. Non in modo negativo, anzi, potrebbe diventare una vera e propria innovazione nell’ambito tecnologico. Stiamo parlando della “driverless car“. Questo veicolo comunque era già stato montato e provato diverse volte ma finalmente Google vuole fare un passo avanti: testarla per la prima volta su un’ autostrada. A riferirlo è stata la Highways England che, con occhi sempre rivolti verso il futuro, afferma:

“Strade più sicure e più veloci potranno solo migliorare l’accesso ai posti di lavoro. Con questo, la Gran Bretagna creerà più opportunità e più investimenti, mettendosi in prima linea nell’innovazione”, continua dicendo“Un ‘wi-fi road’, un corridoio connesso, potrebbe vedere le auto e le infrastrutture collegate via wireless, con i guidatori che ricevono aggiornamenti sulla chiusura delle strade o avvertimenti sul traffico“.

google-self-driving-carLe macchine senza guidatore sono sicuramente uno sviluppo incredibile che porterebbe benefici ai guidatori e uno sviluppo generale nell’ambito delle autostrade, facendo in modo che il veicolo o l’utente che lo controlla, possa essere sempre aggiornato con sofisticati hardware.




Ritorno al passato: Driverless car contro autobusCdMypw-WAAAfgxR

Non molto tempo fa (14 febbraio 2016) uno dei veicoli driverless dell’azienda statunitense (una Lexus RX345H) si schiantò contro un autobus. Tutto questo fu ripreso da una telecamera di sicurezza dell’autobus che mostra chiaramente l’urto con i veicolo marchiato Google. Per fortuna, non ci sono stati feriti: l’urto è avvenuto a pochi kilometri all’ora (5 km/h per l’auto e circa 20 km/h per l’autobus). Il problema dell’automobile è stato che l’autobus non ha ceduto il passo al veicolo, che ovviamente rispettava i codici della strada. L’auto non era ancora stata regolata per agevolare il passaggio degli autobus e quindi lo aveva contato come un normale veicolo stradale. Google, scusandosi, aggiunge:

D’ora in poi, le nostre auto sapranno che gli autobus sono meno propensi a cedere il passo ad altri tipi di veicoli“.

Google se ne sarà dimenticata? Credo proprio di no!

Guarda il video!

Distribuzione Android Aprile 2016

Distribuzione Android Aprile 2016

Le varie build di Android nel mese di Aprile 2016, rispetto al mese di Marzo, non sono variate, in base alla distribuzione, in modo abissale. L’ultima versione di Android pubblicata solo 6 mesi fa, non è andata molto avanti. Infatti rispetto alla concorrenza, i device con a bordo Marshmallow sono molto pochi. Marshmallow si piazza con solo un 4,6%, un numero bassissimo di smartphone e tablet con quella versione del robottino, anche raddoppia rispetto a Marzo che aveva solo un misero 2,3%. Lollipop invece si presenta su molti dispositivi e si piazza con un 35,8. Poi c’è KitKat, a parer mio, la versione del robottino verde più stabile; che comunque è dietro Lollipop con il 33,4%. Quindi la Distribuzione Android Aprile 2016 non va a cambiare radicalmente e anche risolvere il problema dei device non aggiornati e lasciati a una versione android acerbo o troppo vecchia, ma in parte si sono aggiornati a Lollipop, e da come abbiamo visto questa versione è cresciuta molto in più di un anno dal suo rilascio anche se con molta lentezza.

Cattura

Come si può vedere da questa tabella, la strada di Marshmallow è ancora molto lunga. Purtroppo questo problema dei device poco aggiornati è colpa di molti fattori. Come per esempio che le varie case produttrici di telefoni non aggiornino immediatamente i propri cellulari o addirittura ne produce talmente tanti alla volta che non sa più quale aggiornare per via del Hardware scadente che viene messo in questi dispositivi di fascia media/bassa, oppure quale aggiornare prima o dopo. Per non parlare anche del fatto che non tutti aggiornano il proprio cellulare perché sono non curanti della loro memoria interna, infatti queste persone hanno costantemente la notifica di spazio in esaurimento e continuano ad usare lo smartphone come se nulla fosse e quindi non curanti della situazione sono soggetti a maggiore vulnerabilità vista la vecchia realese di Android che hanno abbordo, e quindi più esposti a malware.


Spazio di archiviazione disponibile insufficiente

IP-BOX: Il dispositivo che sblocca gli iPhone

Nel corso di queste ultime settimane si è parlato molto dell’iPhone 5c dell’attentatore di San Bernardino e di come, l’FBI, abbia avuto difficoltà nello sbloccare il dispositivo. Per i device con iOS a bordo la storia potrebbe cambiare; questo è l’ennesimo colpo basso per Apple che fino a poco tempo fa dichiarava che la violazione dei propri dispositivi sarebbe stata pressochè impossibile. Dietro tutto ciò ci sarebbe lo zampino di un piccolo dispositivo, IP-BOX.

iPhone a rischio per via di IP-BOX?

Code iPhone

Questo “malefico” dispositivo in grado di sbloccare i dispositivi dell’azienda di Cupertino (iPod Touch, iPhone e iPad) è possibile acquistarlo liberamente su internet alla modica cifra di 170$ e a quanto pare IP-BOX utilizzerebbe lo stesso metodo praticato dall’FBI per decifrare il codice da quattro cifre sull’iPhone 5c del terrorista Syed Farook. Lo scopo di questo dispositivo sarebbe di aiutare a recuperare dati ai famigliari di vittime in caso non abbiano modo di accedere allo smartphone. Ma ciò non esclude che possa essere usato anche dalle forze dell’ordine in modo inappropriato.

Il funzionamento di IP-BOX

IP-BOX a quanto pare funzionerebbe solo da iOS 7 in giù, in quanto riuscirebbe a scovare il codice da quattro cifre (nei sistemi operativi più recenti il codice è da sei) provando combinazione diverse fino ad ottenere quella esatta in un breve lasso di tempo. Il problema del codice a sei cifre dovrebbe essere bypassato a breve per via di un rilascio di una nuova versione con la compatibilità per iOS 8 e 9.

Cosa succederà ora?

Ad Apple non resta dunque che capire come i federali e gli ideatori di IP-BOX siano riusciti ad eludere il sistema di sicurezza del proprio sistema operativo e chissà se con il prossimo aggiornamento riusciranno a rendere più sicuro iOS in modo da rispettare i propri criteri ferrei di sicurezza.