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Legge sul copyright

Parlamento Europeo pone fine a Internet

E’ passato molto tempo da quando Google, Facebook, Youtube e molti altri colossi del web hanno inizializzato la campagna contro la Legge sul Copyright. Purtroppo l’Internet si ritrova in un momento buio ora.

La legge è stata approvata dal Parlamento Europeo, con 348 voti a favore, 276 contrari e 36 astenuti. Potrebbe trattarsi di uno dei più grandi cambiamenti sul tema digitale.




Le parole del relatore Axel Voss e del vicepresidente della commissione Ue al mercato digitale Andrus Ansip sono state molto dure per chi ha sempre seguito le iniziative contro questa legge. Quest’ultimo è entusiasta del fatto che l’Europa ponga delle regole univoche per tutti gli stati.

Google, Facebook e Youtube diffondono disinformazione e dimostrano quanto sia semplice strumentalizzare soprattutto i giovani

Il voto positivo sulla riforma del copyright “è un grande passo avanti” che arriva con “garanzie chiare per la libertà di espressione”

Cosa cambierà realmente con la legge sul copyright?

La legge ha sempre intimorito gli utenti del web poiché preoccupati da una possibile limitazione dei contenuti già presenti o futuri. La legge è costituita da diversi articoli, tra cui l’articolo 11 e l’articolo 13, i più discriminati. Vi invito a leggere il nostro articolo a riguardo che potete trovare qui.

In breve, articoli che sono protetti da copyright non potranno essere condivisi interamente, ma solo alcune parti. Inoltre ci saranno contromisure per chi possa abusare di questo cambiamento.

Una nota a favore per molti creatori è che la condivisione di opere potrà essere fatta se lo scopo di tale condivisione è a fini di citazione, critica, revisione, caricatura o parodia.

Infine gli snippet, brevi descrizioni sotto ai link durante una ricerca, rimangono non protetti, quindi utilizzabili dal motore di ricerca.

Alcune eccezioni della legge e ripercussioni

La legge specifica che il caricamento su piattaforme online che non hanno fini commerciali (ad esempio Wikipedia o GitHub) sono esclusi dalla legge e quindi di rispettare le nuove regole.

Questo rende particolarmente “felici” piattaforme come Wikipedia appunto, anche se recentemente si era unito a contrastare la legge, oscurando l’enciclopedia in molti paesi.

Un’ulteriore discussione è iniziata a girare da poche ore su Facebook. A quanto pare alcuni commenti sono stati cancellati per violazione dei diritti della legge sul copyright. Al posto del commento viene mostrata tale frase:

𝑇ℎ𝑖𝑠 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑛𝑡 ℎ𝑎𝑠 𝑏𝑒𝑒𝑛 𝑐𝑒𝑛𝑠𝑜𝑟𝑒𝑑 𝑑𝑢𝑒 𝑡𝑜 𝐸𝑢𝑟𝑜𝑝𝑒𝑎𝑛 𝑈𝑛𝑖𝑜𝑛’𝑠 𝑐𝑜𝑝𝑦𝑟𝑖𝑔ℎ𝑡 𝑙𝑎𝑤.

Sta girando molto velocemente tra le pagine presenti su uno dei social più usati nel mondo.

Be careful… ????ℎ???????? ???????????????????????????? ℎ???????? ???????????????? ???????????????????????????????? ???????????? ???????? ???????????????????????????????? ????????????????????’???? ????????????????????????????ℎ???? ????????????. A lot of people are getting this in FB postings…

Pubblicato da Barnsley Community su Martedì 18 settembre 2018

Qui sotto vi riportiamo il contenuto dell’articolo 11 e dell’articolo 13.

  • Articolo 11: viene previsto un diritto per gli editori di avere accordi con le aziende operatrici in internet, riguardo alla pubblicazione degli snippet, presenti ormai in qualsiasi link sul web
  • Articolo 13: viene previsto un controllo preventivo durante l’upload (cosi chiamato upload filter) che andrà a verificare che non venga violato nessun diritto d’autore di un contenuto presente in rete. Questo dovrebbe evitare qualsiasi forma di profitto economico. Infine la responsibilità di tale violazioni sarà delle grandi piattaforme, come Youtube o Facebook. Le piccole piattaforme sono esentate dalla legge e le media hanno obblighi contenuti.

Conclusioni

Tebigeek è sempre stata dalla parte delle piattaforme e crediamo fermamente che la legge sul copyright porterà solo problemi su tutto quello che viene definito internet, sia agli utenti che i creatori.

 

API Java: Nuovo scontro tra Google e Oracle

Le API Java vengono utilizzate per lo sviluppo del sistema operativo di casa Google, Android. Ora si è aperto un processo di copyright da parte di Oracle che chiede 9,3 miliardi di dollari per l’enorme successo di Android derivante dal settore commerciale.

Le API Java e il loro copyright

37 API Java sono state implementate in passato nel S.O. mobile dell’azienda di Mountain View, che erano coperte dal diritto di autore dal momento in cui Oracle acquistava Java, come stabilito da una corte di appello federale. Ma ora Google o Alphabet, come dir si voglia, chiede e difende il libero utilizzo del codice secondo le regole statunitensi del “fair use“.
Api Java

I legali di Oracle hanno spiegato che Google grazie ad Android e ai brevetti con copyright utilizzati ha guadagnato circa 42 miliardi di dollari senza però versare un solo centesimo e l’azienda userebbe appunto le regole fair use come una sorta di escamotage per sviarsi da questa faccenda. Mentre i legali di Oracle continuano a riferire che è stata un’ottima mossa, propensa al solo guadagno, da parte dell’azienda di Mountain View implementare le API Java senza pagare. A controbattere è il presidente di Aplhabet Eric Schmidt che afferma che per l’azienda a quei tempi Java e le rispettive API erano di libero utilizzo ed era legittimo implementare e modificarle nell’O.S. Android. Però Google tramite delle testimonianze, “dimostra” come avrebbe preso in considerazione il fatto che per una cifra intorno ai 40 milioni di dollari potrebbe aver ottenuto le licenze e tecnologie di Sun.

Api JavaLa decisione di Oracle di attaccare Alphabet con un processo di appello sul copyright dunque, potrebbe segnare e diventare un caso storico per la Silicon Valley e per la scena del mondo tecnologico. Ma secondo Electronic Frontier Foundation (EFF) questa faccenda ha già smosso gli animi e creato danni all’interno dell’intera community.