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Addio Short URL goo.gl, Google ha parlato

L’avviso comparso il 30 Marzo 2018 parla chiaro, il gigante Google ha preso una decisione dichiarata dall’Ingegnere informatico di Firebase Michael Hermanto.

avviso goo.gl

Nota piattaforma di abbreviazione degli URL, nata nel 2009, spesso utilizzata come metodo molto efficace per truffe e furto dati (guarda link), cesserà supporto a partire dal 13 Aprile 2018. Premessa fatta su tutti gli url in quanto continueranno comunque a reindirizzare al punto di destinazione corretto.

Una funzionalità interessante di questi link abbreviati era la possibilità di tracciare il numero di click per canale (es. click tramite Facebook) e di analizzarne la provenienza in ambito geografico e di dispositivi e browser utilizzati.

Utilizzo prolungato di goo.gl

Una buona notizia per chi già utilizzava il servizio (e quindi aveva almeno un link inserito nel sistema), Google URL Shortener potrà essere utilizzato per un ulteriore anno quindi fino al 30 Marzo 2019.

inserimento goo.gl

Quali sono le alternative?

Google propone l’utilizzo di Firebase Dynamic Links (FDL) come valida alternativa mirata soprattutto ai sviluppatori di sistemi mobili e web app.
È un sistema molto completo, integra tante funzionalità interessanti che interfacciano l’utente ad un mondo abbastanza compatto firmato Google.

Altri servizi molto noti sono proposti sarebbero Bitly e Ow.ly come alternativa.

Fateci sapere quale servizio utilizzerete o utilizzate già!

Smart Jacket: progetto di Levi’s e Google

levi'sLevi’s ® Commuter™ x Jacquard  è la Smart Jacket progettata da Levi’s e l’ATAP di Google, che propone una gamma di funzionalità utili durante attività fisiche, collegandosi direttamente al vostro smartphone.

La giacca era stata già presentata ed ufficializzata un anno fa al Google I/O 2016, poi ripresentataGoogle all’ultima edizione SXSW (dal 10 al 19 marzo 2017) mostrando quasi completamente tutte le funzioni “smart“. Capiamo realmente cosa può fare la Smart Jacket.




Smart Jacket, primo abbigliamento smart

La giacca Levi’s Commuter sarà il primo prodotto sul mercato ad utilizzare una tecnologia del progetto Jacquard.  La giacca è fatta interamente di un materiale conduttivo, in grado di collegare i dispositivi tra di loro. L’utente potrà utilizzare un apposito “tasto” situato sulla manica per poter inviare comandi al dispositivo. Tra le più importanti funzionalità troviamo la possibilità di accettare/rifiutare chiamate, poter gestire la riproduzione della musica o utilizzare Google Maps per trovare i posti vicini a te. Tutto questo viene fatto tramite gesti con la mano molto semplicemente.

Il video spiega brevemente come poter utilizzare queste funzioni:

La Levi’s Commuter si mostra come la prima di future innovazioni tecnologiche nel settore d’abbigliamento. Il prezzo di partenza non è stato ancora annunciato direttamente alle presentazioni, però secondo alcune fonti si aggirerebbe attorno ai 350 euro (né troppo costosa né troppo economica) e disponibile alla fine del prossimo autunno.

Possiamo solamente aspettare ulteriori notizie prima del rilascio ufficiale e soprattutto una catena di progetti riguardante gli abbigliamenti smart indossabili.

 

Google Home: la tecnologia che trasforma casa

Nel recente Super Bowl 2017, Google ha presentato il nuovo gruppo di prodotti marcato “Google Home” .

Che cos’è Google Home?

Google Home è la nuova serie di prodotti Hi-Tech che può svolgere molteplici azioni e grazie a questo migliorerà le nostre abitudini quotidiane. Sarà composto da vari strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Google Now:

Google HomeAl primo posto abbiamo Google Now. Ci consente di telefonare, mandare messaggi, riprodurre musica ed avviare una qualsiasi App attraverso dei semplici comandi vocali come “Ok Google”. Questo strumento è già disponibile negli smartphone più recenti.

Google Assistant (variante di Google Now) sarà invece implementato nei nuovi smartphone Google Pixel.

Google Home, comodità a portata di mano:

Google Home è un prototipo di “altoparlante intelligente” da posizionare sopra un qualunque ripiano e funziona tramite Wi-Fi. Sarà in grado di interagire con l’ambiente circostante. Ad esempio il meteo, il controllo dispositivi nella casa (luci, elettrodomestici, smart TV), gestione ordini online, controllo gli impegni “My Day”, riproduzione di musica o riproduzione di un video Youtube su una TV attraverso l’adattatore Chromecast. Il prezzo si aggira intorno ai 129 euro. Il design è molto elegante ed il prodotto è disponibile in vari colori. Sarà avviabile attraverso il tipico comando “Ok Google“.

Google Wi-Fi, il router modulare:

Google Wi-Fi è un altro apparecchio che appartiene a Google Home. Servirà a monitorare ed a potenziare il Wi-Fi per mezzo della nuova tecnologia Network Assist. Consisterebbe in vari  Wi-Fi points che distribuirebbero il segnale del router in tutta la casa. Questo apparecchio permetterà l’utilizzo del Wi-Fi anche nei posti più lontani dal router in maniera efficiente. Tutto questo controllabile tramite un’applicazione. Il prezzo si aggira intorno ai 130 euro.

DayDream View, la nuova realtà aumentata:

DayDream View è un visore che permetterà un’esperienza di gioco o riproduzione video su realtà aumentata a 360° attraverso applicazioni o giochi specifici. Al suo interno ha un vano nel quale si può posizionare il proprio smartphone. Si può gestire anche tramite un controller wireless. Il suo prezzo si aggira intorno ai 79 euro.

Chromecast, condivisione dati mobile-tv senza fili:

Google Chromecast è un dongle HDMI, a forma di chiavetta USB, che permette l’invio di dati audio e video da un dispositivo mobile alla TV tramite wireless.

Sostanzialmente questo sGoogle Hometrumento condivide il medesimo contenuto multimediale in 2 schermi contemporaneamente, anche in 1080p. Ad esempio programmi TV, film, musica, sport e giochi. Il suo prezzo si aggira attorno ai 35 euro.

 

Certificato Google: Via al progetto sviluppatori Android

E dopo averlo annunciato durante l’I/O 2016, apre ufficialmente il programma per sviluppatori Android. Fino ad ora più di 322 sviluppatori facenti parte di 61 paesi diversi, hanno dimostrato le loro competenze ed ottenuto il Certificato Google di “Associate Android Developer”.

Certificato Google

Cos’è il Certificato Google?

Google Developer Certification è un programma realizzato al fine di dimostrare ciò che realmente si è capaci di fare praticamente e non solo ciò che si conosce. Il certificato Google infatti, vi permetterà di dimostrare competenze e abilità in ambito lavorativo di uno sviluppatore e quindi, di tutte le attività che lo riguardano.

In cosa consiste l’esame?

Per ottenere la certificazione (e il badge) di Associate Android Developer è necessario sostenere un esame dal costo pari a 149 dollari (per chi vive fuori dall’India). L’esame consiste nell’aggiungere funzionalità e nell’effettuare debug su un’applicazione per Android già esistente e fornita da Google. Il tutto deve essere eseguito nell’arco di 48 ore. I progetti verranno monitorati e corretti mediante un algoritmo automatico ma anche da uno scrutinatore umano. Qualora l’esito dell’esame fosse positivo si accede all’esame finale che è di tipo orale.

Come prepararsi all’esame?

Per chi si stesse preoccupando per la preparazione all’esame niente paura, Google ha pensato anche a questo. E’ stata infatti creata una collaborazione con due organizzazioni per fornire agli utenti tutte le informazioni necessarie al fine di superare l’esame. Dall’immagine sottostante è possibile infatti notare come ci siano 3 tipologie di corsi, rispettivamente: corso online sviluppato da Google, corso online sviluppato da Udacity, partecipare ad un corso di formazione con l’assemblea generale. Per la scelta del corso, trovate tutte le info in fondo alla pagina ufficiale.

Nel caso decideste la prima opzione (FAST-TRACK ONLINE COURSE) sappiate che bisogna pagare un cifra pari a 750 $ per 3 mesi di accesso, includendo 3 corsi, 3 progetti e la tassa di sostenimento dell’esame Google. Nella pagina viene inoltre precisato che si consiglia la partecipazione al corso se si hanno 1-2 anni di esperienza nella programmazione in java.

In caso della seconda scelta (FREE ONLINE COURSE) come dice il nome stesso, non dovrete spendere nulla per partecipare al corso. Quest’ultimo ha una durata di 60 ore e fornisce teoria e pratica necessaria a sviluppare App nel modo giusto. Si lavorerà con un istruttore passo per passo per imparare le migliori pratiche di sviluppo mobile, in particolare nel campo Android. Per ulteriori informazioni o per partecipare basta visitare la pagina ufficiale.

La terza ed ultima possibilità infine è la più completa e allo stesso tempo lunga esperienza che vi potrà permettere di prepararvi al meglio. Ha una durata di 12 settimane e a meno che non ci  abitiate, dovrete recarvi a Londra per svolgerlo. Trovate tutte le info all’interno della pagina ufficiale.

Chiaramente la scelta spetta a voi farla in relazione a quelle che sono le vostre disponibilità sia economiche che di tempo materiale.

 

Blitz Google: fisco visita Big G

Blitz Google, ieri nella sede francese, precisamente a Rue de Londres, l’azienda è stata sorpresa da un controllo da parte del fisco. Si sospetta un’evasione fiscale miliardaria.

Blitz Google, evasore del fisco?

Alle prime luci del mattino del 24 maggio 2016 a Rue de Londres, dove sono situati gli uffici francesi di Google, circa cento uomini tra funzionari del fisco, magistrati e militari hanno fatto irruzione a Big G. Non è la prima volta che l’azienda venga sorpresa da un raid dal fisco, già nel giugno 2011 ci fu un controllo notificata poi a marzo 2014. Dalle prime indiscrezioni si parla di un evasione di almeno 1,6 miliardi da parte di Google.
Blitz GoogleMa il blitz Google non è nuovo alle autorità fiscali di quasi tutta l’Europa, infati non molto tempo fa l’azienda californiana ha chiuso un accordo con le autorità britanniche di un valore di ben 130 milioni di sterline. Inchiesta durata sei anni e la situazione è simile anche qui in Italia, con la Guardia di Finanza di Milano che accertò qualche mese fa su una presunta evasione di 227 milioni di euro.

Il punto della situazione in Francia

Da parte di Google arrivano rassicurazioni, affermando di aver lavorato in rispetto delle normative francesi e che stanno rispondendo alle domande e collaborando con le autorità. Ma d’altronde Google non è la sola azienda multinazionale ad essere tenuta sott’occhio, anche Amazon ed Apple sono nel mirino sopratutto dall’agenzia delle entrate italiana. Amazon è stata notificato l’avvio delle indagini da parte della procura di Milano per la mancata dichiarazione dei redditi. Invece presente, un’accordo tra l’azienda di Cupertino e l’agenzia nostrana, che ammonta a 318 milioni di euro per via della maxi inchiesta per frode fiscale da parte di Apple. Detto ciò cosa succederà tra Google e le autorità parigine? Probabile che ci sia un accordo come è successo con la Gran Bretagna?

Google Allo: nuova IM Google app

Ieri, durante il Google I/O, sono state presentate molte novità. Tra cui sul lato software abbiamo anche Google Allo, un’applicazione di messaggistica istantanea intelligente che verrà rilasciata questa estate. Un successo troppo blando quello di Hangout, che ha messo in moto la voglia di far brillare il proprio nome anche in questo settore.

Personalizzazione e fantasia con Google Allo

google allo

Durante l’evento, Google ha parlato eccessivamente delle intelligenze artificiali e del suo nuovo sistema Google Assistant, che permette una ricerca intelligente all’interno del nostro telefono. Però questa applicazione ha l’intenzione non solo di collegare il nuovo Google Home, ma di interfacciarsi ed imparare grazie a Google Allo.

Cos’è Google Allo? La risposta definitiva sul campo della messaggistica da quanto è stato fatto vedere ieri. La chat infatti integra diversi aspetti positivi che la distinguono dalle altre:

  • L’integrazione con Google Assistant, permette di apprendere grazie ai nostri input. Ciò permette all’applicazione di creare risposte automatiche ed appropriate, semplificandone la conversazione con altri.
  • Il servizio di assistenza vocale, potrà essere richiamato con il comando “@google”. Con esso avremo la possibilità di intraprendere conversazioni e giochi di ogni genere. In pratica come funzionano i comuni bot
  • Snapchat ha un concorrente reale. L’applicazione, grazie alla sua interfaccia alquanto simpatica, permette di inserire del testo animato, file multimediali di ogni genere ed altre piccole innovazioni che riescono a rendere più colorata la nostra chat

Il servizio però non è stato venduto singolarmente, in quanto al suo fianco abbiamo Google Duo. Esso invece è un software che permette di effettuare video-chiamate.

Per quanto riguarda i due servizi, potete già pre-registrarvi al servizio sul play store per:

  • Google Duo
  • Google Allo

Questo Google I/O 2016 ci sta facendo davvero impazzire. Cosa sarà detto nei giorni restanti? Alcuni componenti dello staff di Tebigeek erano presenti alla fiera a Milano e a Bari. C’eri anche tu?

Daydream, VR Google per Android N

L’altro giorno vi parlavamo, nell’articolo riguardante gli eventi di questi giorni, il Google I/O, di come l’azienda avrebbe trattato la realtà virtuale. Ebbene ieri dopo circa due anni dalla presentazione della cardboard viene presentata una nuova piattaforma VR, Daydream.

Vediamo meglio questa nuova piattaforma Daydream

Come già detto, qualche anno fa veniva presentata la cardboard di Google, economica e facilmente realizzabile che avrebbe dato inizio all’espansione tra i vari utenti alla conoscenza della realtà virtuale; proprio ieri l’azienda californiana ha presentato una nuova piattaforma VR. Daydream è un progetto con delle regole ben precise, infatti per supportare il sistema della realtà virtuale con una nuova interfaccia, un store dedicato e schemi a disegno gli smartphone dovranno avere determinate caratteristiche.

DaydreamUn primo smartphone già compatibile ufficialmente con Daydream è ovviamente un dispositivo di casa Google, il Nexus 6P che ha tutte le caratteristiche a regola ovvero: display con una latenza bassa, processore potente e veloce e i vari sensori. Ma già dalla seconda meta del 2016 le grandi aziende come HTC, LG, Samsung ecc. sforneranno smartphone certificati per il supporto di tale piattaforma.

Altre piccole novità

Per la realtà virtuale rimarrà al passo col tempo anche il Google Play Store che verrà aggiornato e reso compatibile, in modo da poter installare applicazioni e giochi sul dispositivo senza mai togliere un eventuale visore indossato. Questo porta ad un enorme passo in avanti per chi era abituato alla cardboard, inoltre ci saranno delle linee guida per le aziende produttrici di accessori da seguire, in modo da ottenere apparecchi ottimizzati e funzionali.

Daydream

Ad appoggiare il visore e lo smartphone con i svariati sensori ci sarà anche una specie di controller (con pulsanti e touchpad, stile controller Wii) che servirà a svolgere diverse funzioni. Come possiamo notare non ci sarà un visore o controller prodotto direttamente da Big G, quindi come succede anche con Android inizialmente si affiderà ad aziende che l’appoggeranno nei primi periodi. In autunno con l’uscita di Android N e sicuramente i nuovi Nexus potremmo aspettarci anche i primi dispositivi Daydream.

Via

Google Input Output: dal 18 al 20 maggio 2016

Dal 18 maggio 2016, ossia domani avrà inizio l’evento dell’azienda di Mountain View, il Google Input Output 2016. Un evento atteso dal mondo mobile e da tutti gli sviluppatori.

Google Input Output, cos’è esattamente?

Il Google Input Output è un evento atteso da milioni di persone che durerà tre giorni orientato sopratutto verso gli sviluppatori aiutandoli nella creazioni di app mobile o web insegnando loro e facendogli conoscere tutte le informazioni per utilizzare al meglio le API e i servizi di Big G. Questo è un evento dove è difficile partecipare, difatti quest’anno i partecipanti sono stati sorteggiati in base a delle richieste specifiche per via degli anni passati dove si registravano sold-out dopo pochi minuti della messa in vendita dei biglietti. A meno che voi non siate tra i fortunati del sorteggio ecco come seguire l’evento.

Come, dove e quando guardare il Google I/O 2016

Google Input Output

Per tutti gli appassionati che vogliono assistere anche se non di persona all’evento Google Input Output, possono vederlo comodamente sul proprio divano attraverso il Live Streaming ufficiale sul sito dedicato a partire da domani 18 maggio 2016 dalle ore 19:00. Vedremo come prima protagonista ad aprire il keynote, il CEO Sundar Pichai che parlerà sicuramente della prossima relase dell’O.S. per mobile, Android N. In oltre Google permette di vedere la diretta live su YouTube in modalità 360°!

Quali saranno le novità di questo Google I/O 2016?

Come sempre Google non si smentirà e sicuramente ci stupirà, non sono trapelate molte news a riguardo quindi non ci resta che aspettare domani per scoprire il tutto. C’è un ma, in questi ultimi mesi si sta parlando molto di un unione tra Chrome OS e Android il che offrirebbe un bel servizio completo sui contenuti, arricchendo così il proprio sistema operativo desktop. Rimangono nell’incertezza Google Input OutputProject Ara e Soli che, in questi ultimi mesi sono stati solo rumors mentre invece, Project Tango sarà preso sicuramente in considerazione visto che ultimamente la realtà virtuale sta prendendo davvero molto piede in questo settore. L’unica cosa certa è che domani Google non ci deluderà e le novità non mancheranno di certo.

Android VR: realtà virtuale senza smartphone?

Un’immersione nel futuro di domani secondo i nuovi rumors. Google sembra aver progettato un nuovo dispositivo che permetterà di usufruire della realtà virtuale senza l’utilizzo di alcun dispositivo. Android VR è solo una voce o uno dei primi indizi rilasciati appositamente per avere il centro dell’attenzione?

HTC Vive, Oculus Rift ed ora anche Android VR

Secondo queste voci di corridoio, la nuova azienda sotto il nome di Alphabet ha intenzione di lanciare “Android VR“. Questo dispositivo è di tipo stand-alone, quindi non vi è la necessità di inserire uno smartphone. Inoltre, grazie le nuove tecnologie sviluppate all’interno del project Tango di Google, potranno essere utilizzate come supporto alla nuova piattaforma.

Google I/O 2016: Android VR?

android vr google io

Sono un’amante di queste sciocchezzuole, tanto da aver comprato una cardboard pochi giorni dopo averla scoperta. Armato di santa pazienza, feci il mio acquisto su uno store cinese, che vendeva lo stesso modello ad un prezzo accessibile (con tempi di spedizione ridicoli ma giusti). La Google Cardboard è la vecchia esperienza dell’azienda di Mountain View introdotta ad uno dei suoi eventi. Dopo il disastro dei Google Glass, il visore sembrava aver colto l’attenzione di molte persone, tanto da essere ancora sostenuta da vari sviluppatori. Si crede che Android VR avrà un posto negli strumenti di sviluppo destinati ai programmatori.

In sostanza questo progetto è servito principalmente ad introdurre questo nuovo tipo di visione all’interno di ambiti scolastici. Ragazzi di tutti il mondo, con un piccolo sostegno economico, sono riusciti a vedere un qualcosa che altre aziende non permettono. Basti pensare alla concorrenza, troppo dispendiosa e non alla portata di tutti.

Dal riconoscimento logico di una frase, passando per l’auto intelligente ed arrivando alla realtà virtuale. Questo Google I/O sembra aver stuzzicato l’attenzione di molti con l’avvento di Android N e l’attesa proclamazione di questo nuovo dispositivo. L’evento si terrà dal 18 fino al 20 Maggio e certamente non abbiamo intenzione di lasciarcelo scappare.parsey mcparseface google

API Java: Nuovo scontro tra Google e Oracle

Le API Java vengono utilizzate per lo sviluppo del sistema operativo di casa Google, Android. Ora si è aperto un processo di copyright da parte di Oracle che chiede 9,3 miliardi di dollari per l’enorme successo di Android derivante dal settore commerciale.

Le API Java e il loro copyright

37 API Java sono state implementate in passato nel S.O. mobile dell’azienda di Mountain View, che erano coperte dal diritto di autore dal momento in cui Oracle acquistava Java, come stabilito da una corte di appello federale. Ma ora Google o Alphabet, come dir si voglia, chiede e difende il libero utilizzo del codice secondo le regole statunitensi del “fair use“.
Api Java

I legali di Oracle hanno spiegato che Google grazie ad Android e ai brevetti con copyright utilizzati ha guadagnato circa 42 miliardi di dollari senza però versare un solo centesimo e l’azienda userebbe appunto le regole fair use come una sorta di escamotage per sviarsi da questa faccenda. Mentre i legali di Oracle continuano a riferire che è stata un’ottima mossa, propensa al solo guadagno, da parte dell’azienda di Mountain View implementare le API Java senza pagare. A controbattere è il presidente di Aplhabet Eric Schmidt che afferma che per l’azienda a quei tempi Java e le rispettive API erano di libero utilizzo ed era legittimo implementare e modificarle nell’O.S. Android. Però Google tramite delle testimonianze, “dimostra” come avrebbe preso in considerazione il fatto che per una cifra intorno ai 40 milioni di dollari potrebbe aver ottenuto le licenze e tecnologie di Sun.

Api JavaLa decisione di Oracle di attaccare Alphabet con un processo di appello sul copyright dunque, potrebbe segnare e diventare un caso storico per la Silicon Valley e per la scena del mondo tecnologico. Ma secondo Electronic Frontier Foundation (EFF) questa faccenda ha già smosso gli animi e creato danni all’interno dell’intera community.